Libri
La Grammatica degli Alberi (2026)
Gli alberi si rivelano come una forma quasi perfetta di vita, testimoni di un’evoluzione che precede e supera l’orizzonte umano.
La loro esistenza non segue un disegno fisso, ma una grammatica di forme e funzioni che si rimodellano in continuo dialogo con l’ambiente, occupando lo spazio con il minimo dispendio.
In questa grande officina, ogni specie è un elemento linguistico e ogni bosco una narrazione fatta di architetture frattali, simbiosi invisibili e strategie di adattamento che sfidano il tempo.
Il libro indaga l’impronta dell’uomo sulla natura: foreste europee ridotte a frammenti, pianure semplificate, verde urbano spesso degradato a ornamento e mutilato da pratiche miopi. La grammatica degli alberi propone un cambio di sguardo radicale: abbandonare il mito del “bosco istantaneo” per tornare alla pazienza della rinaturalizzazione, alla complessità delle alleanze ecologiche e a un progetto di territorio che consideri gli alberi e il loro mondo – che è il nostro – infrastrutture vitali.
Decifrare il linguaggio dei boschi e degli alberi non è solo un gesto di tutela ambientale, ma la via per preservare un futuro in cui l’umanità possa ancora dirsi parte integrante della Terra.
Sembrava un Paradiso (2024)
In queste pagine c’è un testamento umano, dentro e fuori la natura che ci circonda, quella violentata, dimenticata, data per scontata. Montecchio esplora il concetto di coltivazione con la forza del racconto civile e la musica dolce della poesia, per non perdere la memoria della nostra tragica e salvifica bellezza.
Sono storie che rimandano ad un tempo che non ha collocazione e che può essere la via per il futuro, se non è troppo tardi.
Ci trovate la gioia delle fatiche, la connessione con l’esterno, la profonda consapevolezza che ognuno di noi è solo una parte del tutto. Piccole e grandi istantanee di vita vissuta, immaginata o attesa.
Una chiamata a raccolta per credere ci possa essere un avvenire prospero, o come minimo normale. Sono novelle d’ambiente, semi gettati su ciò che sta per nascere. Le donne e gli uomini che popolano le parole di questo libro, sono viandanti della volontà, coraggiosi messaggeri di tempo.
Tempo che è misura, scansione, battito vitale.
Perché la nostra esistenza, quella di noi tutti, inizia da una vallata in cui una coppia di ragazzi pianta le fondamenta di una casa solida, accende il focolare e si racconta storie al tramonto.
In una vallata che Sembrava un Paradiso.
Pane e Noci (2022)
Pane e Noci è una raccolta di fragmenta che restituisce al lettore una riflessione personale sul drastico cambiamento che hanno subito le terre di bonifica del Veneto dal secondo dopoguerra a oggi, frutto di una industrializzazione inattesa e, per questo, spesso traumatica.
I brani raccontano di tempi ancora vicini e delle grandi opportunità di modernizzazione che questi cambiamenti hanno fornito, ma anche dello stravolgimento culturale che nell’arco di poche generazioni abbiamo prodotto, presi dalla frenesia di un riscatto meritato, a discapito dei legami innati con la terra e coi ritmi che il vivere rurale chiede.
I racconti si svolgono in una riflessione sulla crisi ambientale che, anche a seguito di questo fenomeno troppo rapido, ne è derivata, con la speranza che la strada del progresso intrapresa possa essere ri-orientata verso la ricerca di un migliore equilibrio mutualistico, fra noi e l’ambiente del quale siamo parte, troppo spesso depauperato secondo la facile logica dell’usa e getta.
Germogli (2020)
"Montecchio scrive con la gentilezza propria dei poeti e una chiara abilità narrativa grazie alle quali disvela segni, tracce, memorie, verità che i nostri sensi non sono più avvezzi a cogliere, prima fra tutte l'assoluta importanza che gli alberi, le piante, i boschi, le foreste rivestono nelle nostre vite.
E poi l'irrinunciabile ma purtroppo precario equilibrio che a questi ci lega, in una sorta di interdipendenza sistemica che è madre del paradigma ecologista, nel quale tutti gli esseri viventi e i fenomeni del mondo fisico sono interconnessi in una gigantesca e intricata rete di relazioni, proprio come quelle che uniscono gli esseri umani l'uno con l'altro. [...]
Un'impresa non facile e nella quale molti autori di nature writing deludono, quella cioè di rendere intima e umile la complessità della natura, restituendole dignità e valore assoluto senza per questo imboccare comode scorciatoie, ma semplicemente coniugando competenze scientifiche, abilità divulgativa e la raffinatezza di uno stile minimalista che, per mezzo di brevi e seducenti pennellate, rimanda a un impressionismo letterario di chiara e durevole bellezza".
Una Sinfonia Antica (2026)
Questo librino l'ho scritto durante le vacanze di Capodanno 2026, in compagnia di amici molto cari.
Ne ho stampate 20 copie e non è in vendita.